Worldwide Interview: RITA!

Dall’Italia al Regno Unito, dal cheerleading azzurro a quello della rosa rossa. Quali sono le differenze? Il cheerleading Inglese è migliore di quello che abbiamo sulla nostra penisola? Oggi finalmente un’atleta come noi ce ne parla! Conosciamo quindi insieme la protagonista della nostra nuova Worldwide Interview: RITA!

Ex ginnasta, cheerleader italiana dal 2010…trasferita da Roma a Londra, ha deciso di non smettere di praticare il suo sport del cuore ed è entrata tramite tryouts (di cui ci parlerà a breve! Stay tuned!) nel Team Nemesis della palestra Oblivion AllStars. E’ da poco entrata nella Nazionale Italiana Ficec AllGirl per i mondiali del prossimo anno (tramite la società italiana ASD Gemini!) e…è pronta a condividere con noi tutte le sue esperienze in territorio nazionale e straniero!
Scopriamo di più leggendo la sua intervista!

1.Attualmente in quale palestra e squadra ti alleni?

Oblivion Allstars, Nemesis Team, Essex UK.

 

2.Come hai conosciuto il cheerleading ed in che anno?

2010 tramite ricerche online per ricominciare acrobatica. Smisi ginnastica per un infortunio anni fa durante un allenamento e per riprendere del tutto dirottai su hip hop e danza moderna, ma non mi hanno mai soddisfatto tanto quanto la ginnastica.

3.In che squadra eri in Italia?

Ho una mia asd attualmente e momentaneamente inattiva, in attesa di riattivarla qui; ed ero atleta “La Roc”(primo posto campionato Allgirl 2012 e best smile winners più partecipazione campionato Europeo aggiungendo alcune atlete della mia asd).

4.In UK ci sono molti stereotipi sul cheerleading?

Direi di no. Ci sono ma davvero rari e non “pesanti” come il solito ‘dammi una A, dammi una B’… Qui sanno cos’è!

5.In Inghilterra il cheerleading è molto popolare? Sono presenti molte più squadre rispetto all’Italia?

Si, lo è. Diciamo che in quanto a numero di squadre presenti, soltanto le Allstars (escluse le collegiali) saranno tre volte di più che in Italia e continuano a spuntarne di nuove ogni anno. La competizione è altissima. Ad ogni gara competono intorno alle dieci squadre per livello e categoria.

 

6.Livello e Squadra all star preferita?

Level 5 e California Allstars Lady Bullets.

 

7.Qual è la prima differenza che hai notato appena sei arrivata in una palestra inglese?

La “rigidità”. La prima società con cui ho gareggiato è una delle migliori su territorio inglese, l’ “Unity Allstars”. Obbligo di divisa d’allenamento e bow del team d’appartenenza. Poi ho cambiato le stagioni successive per motivi logistici e sia “London Eclipse” che in “Inferno” questa costrizione non c’era. Nemmeno adesso in OA ma spesso indossiamo la maglia della società per piacere nostro soltanto. Altra differenza con l’Italia: Qui viene prodotta una T-shirt per stagione, una speciale per le gare nazionali, in più quella speciale Mondiale per le società che vi partecipano.

8.Preferisci All girl o Coed?

Non ho preferenza in realtà, mi piace tutto.

9.Ruolo negli stunt?

Mi sono allenatata in tutti I ruoli, incluso flyer di tanto in tanto e gareggiato come main base e backspot ma sono decisamente backspot…o come dico io per scherzare “butt lifter”!

10.Un pregio e un difetto del cheerleading italiano?

Pregio sicuramente il senso di squadra e la voglia di fare. Difetto forse il livello competitivo minore rispetto a dove sto, ma il cheerleading sta crescendo in fretta quindi sono fiduciosa. Forza Italia.

11.Un pregio e un difetto del cheerleading UK?

Come pregio sicuramente il rendere tutto divertente, così facendo anche lo stunt più “spaventoso” riesce bene, per difetto credo la rigidità di alcune squadre…non tutte, ma alcune.

12.In UK c’è solo una federazione di cheerleading? Che ne pensi della situazione federale italiana?

Fondamentalmente qui abbiamo la BCA e UKCA ma è un po’ diversa l’organizzazione da quella italiana su cui non metto parola in quanto non mi compete.

13.Un consiglio che daresti al cheerleading italiano comparandolo al cheerleading inglese?

Di differenziare i giorni di allenamento per imparare nuove cose da quelli in cui si lavora solo alla routine di gara.

14.Quanto costa in media fare cheerleading negli UK?

Anche qui dipende, io spendo un sacco in trasporti per esempio, perché la palestra è lontana, ma qui si paga nella quota anche una sorta di assicurazione. Non abbiamo l’obbligo del certificato medico ma dobbiamo fornire nome e telefono del nostro medico curante. Si paga l’iscrizione alle gare, e le uniformi sono veramente care. La mia costa sulle £110 circa, quella maschile poco meno.

15.Anche in Inghilterra per iniziare ad essere coach di cheerleading basta fare un corso di un weekend e ricevere un’ attestato?

In realtà non ne ho idea ma ho intenzione di far qualcosa presto.

16.Hai mai provato performance cheer\ cheerdance? Hai avuto modo di vederlo in UK e notare delle differenze rispetto a quello italiano?

Non ho mai provato, ma sono onesta: non mi piace molto, non fa proprio per me. Mi piace vederlo in compenso ed ho assistito a più di una gara. E su questo devo spezzare una lancia a favore del tricolore rispetto alla rosa: siamo meglio noi azzurri!

17. La più grande differenza fra cheerleading in Italia e cheerleading in Inghilterra?

La chiarezza, la competizione sana, il confronto… In Italia però c’è lo spirito d’amicizia e legame con i compagni di squadra quasi come fosse una fratellanza. Qui non riesco a trovare lo stesso affiatamento. O almeno fino a che non sono entrata in OA, questa società per me è una ventata di aria fresca giuro! A livello “tecnico” qui gli allenamenti sono strutturati al fine montare una routine perfetta fin dal primo allenamento. Per imparare nuovi elementi tumbling ci sono allenamenti extra da fare a pagamento e facoltativi, per stunt quelli in allenamento vengono insegnati dal principio poiché ovviamente non sono affatto individuali. L’allenamento è volto ad un fine soltanto: vincere! Da qui le distinzioni di livello in fase di tryout…

18.Smetteresti mai questo sport?

Onestamente? Si. Non di amarlo ma di praticarlo un giorno si, ma non sarà molto vicino.

19.Che ne pensi del cheerleading sideline?

L’ho fatto in più occasioni, carino. Più da fare che da vedere. Più che altro è davvero divertente.

20.Come è la tua palestra inglese? Ti piace? Si trova vicina a casa tua o devi viaggiare?

Grande e stanno facendo dei lavori per migliorarla. Mi piace parecchio anche se arrivarci è complicato… È molto nascosta e per arrivar lì senza traffico ci vuole un ora e quarantacinque di macchina ad andare ed altrettanti per tornare, ma vado con i mezzi il più spesso delle volte. Spendo £23 sterline a settimana tra metropolitana, treno e bus. La palestra non si trova a Londra. Mi alleno in Essex. Ho scelto io questa società e quando sono stata ammessa non ho potuto dire no. Avrei potuto come in passato scegliere palestre più vicine ma considerando quanto sia grande Londra ed il traffico che ha, alla pari di stress traffico/viaggio ho preferito quella più lontana da me ma in cui mi trovo meglio. Avendone cambiate 4 posso affermare che qui ho trovato la mia dimensione ideale.

21.Ai mondiali.. Tifi Italia o Inghilterra?

Italia… Che domande! Ma in realtà entrambe. Certo Italia decisamente di più in quanto italiana e specialmente quest’anno che sarò in Nazionale anche io! Ma avendo alcuni ex teammates nel team England e coaches che portano il level 5 di società in gara che tiferanno azzurro…tiferò come sempre anche rosso e bianco.

 

22.Ci racconti uno tra i tuoi ricordi più belli che hai avuto grazie al cheerleading?

Posso solo dire la profonda amicizia che va anche al di fuori dello sport con un paio di persone che altrimenti non avrei mai incontrato.

23.Un consiglio che daresti ad un/ragazzo/a che ha appena iniziato cheerleading?

Il cheerleading fa male, è faticoso, è sacrificio, ma ripaga di tutto e vale la pena ogni singolo momento, sempre e comunque.

24.Per entrare in una squadra ci sono dei tryouts? Puoi spiegarci come si svolgono e a cosa servono?

Qui si apre uno dei capitoli principali di una delle differenze più grandi che ci sono tra Uk e Italia: I tryouts altro non sono che delle vere e proprie selezioni con tanto di numero associato che si suddividono in più parti. I coaches in base agli skills individuali tra tumbling, stunt e dance, definiscono in quale team l’atleta verrà assegnato. Ogni livello ha delle particolari difficoltà da affrontare ed ogni team deve avere la giusta dose di elementi da portare in gara. Gli atleti che non dispongono dei requisiti minimi di livello quindi, dovranno indietreggiare. I livelli non sono basati sull’età ma sulle capacità. Ovviamente ci sono livell 1,2,3… junior ed equivalenti senior, è solo qui che c’è la distinzione d’età. Dopodiché verrà comunicato individualmente tramite email cui si deve rispondere se si accetta o no. In caso positivo ci sono i termini di invio quota associativa, costi uniforme, pagamento competizioni con relativi biglietti per chi vuoi far venire visitatori (scontati per gli atleti richiedenti altrimenti acquistabili a prezzo pieno sui siti to ticketing), etc.

25.Saluta tutti i cheerleaders italiani e lasciaci la tua frase motivazionale preferita!

Bèh sono italiana pure blood… Quindi posso dire un semplice Ciao Italia e compagni di squadra… Always strong enough!!!

‘Cambia i tuoi pensieri e cambierai il mondo’, Norman Vincent Peale.


Come sempre noi dello Staff ci teniamo a ringraziare moltissimo Rita per la sua collaborazione! Grazie mille per aver fatto scoprire a tutti i cheerleaders italiani il fantastico mondo del cheerleading inglese! Le auguriamo una stagione piena di soddisfazioni, sia in Nazionale sia nella sua squadra inglese!
Vi invitiamo a seguire lei e il suo team su Instagram:

https://www.instagram.com/_lovelyrita/

https://www.instagram.com/oblivionallstars/
La sua squadra italiana: Shamrocks Cheers Roma

“No doubt the Universe is unfolding as it should.”

Olga, cheer coach, blogger e social media manager, aspirante scrittrice, studentessa di Editoria e Giornalismo a Verona. Cheerleader dal 2011 su carta, dal 1994 nel cuore.

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