Lifeguard on duty: il bello di essere BACKSPOT!

Un ruolo che richiede forza fisica e mentale, serietà, prontezza e…altezza! Oggi parliamo dei veri supereroi del nostro sport! Lifeguard on duty: il bello di essere BACKSPOT!

Cosa significa essere backspot?

Backspot: colui o colei che sta solitamente dietro allo stunt e aiuta a sollevare la flyer tenendola per le caviglie. E’ il responsabile della sicurezza, in quanto deve essere il primo a prendere al volo in caso di cadute. Stando dietro allo stunt ha infatti una visuale più ampia rispetto a basi e flyer, quindi…è la persona che dirige lo stunt nel vero senso del termine! Conteggi, spinte, voli…il backspot deve essere un atleta a tuttotondo, in grado di combinare la forza fisica a una sempre costante attenzione mentale!

“Se come me odi apparire in foto e video sicuramente il pregio di essere backspot è che anche volendolo non ci riusciresti. Diventa un difetto se invece sei un social addicted! Scherzi a parte: un difetto è che diversamente dalle altre basi il passaggio da group stunt a single base è più complesso, un backspot avrà sempre la tendenza a prendere la flyer sulle caviglie anziché sotto i piedi. Un pregio è che è un ruolo di “regia” quindi anche se molti lo dimenticano è compito del backspot controllare che tutto sia a posto e che ognuno sia nella propria posizione.” Nicola Salmaso, BCM Cheers

“Essere backspot ti fa sentire importante: quando prendi al volo una flyer è come se le avessi salvato la vita (e molto spesso è davvero così!)”  Alessandra Curri, Milano Cheers Divas e Nazionale Italiana FISAC All Girl 2017

“Un pregio è ricoprire un ruolo che a livello tecnico risulta piuttosto semplice da imparare.” Giacomo Gaio, Wildcats Superior

 

Fatica mentale e fisica!

Non solo forza fisica per sollevare la flyer, quindi, ma anche prontezza di riflessi per parare le cadute: il ruolo del back è rischioso e avvincente, ma decisamente faticoso!
Spesso e volentieri si conclude l’allenamento con un bel po’ di ematomi da sfoggiare…anche con le flyer e le basi più brave del mondo, purtroppo le cadute capitano e il backspot deve essere pronto a prendere al volo!

“Se una flyer cade in modo scomposto, per prenderla nel migliore dei modi rischi di farti male: i backspot purtroppo prendono un sacco di botte!”  Alessandra Curri, Milano Cheers Divas e Nazionale Italiana FISAC AllGirl 2017

“E’ un ruolo particolarmente pericoloso: è facile ricevere botte di ogni genere, soprattutto in fase di apprendimento di un nuovo elemento. Infatti è molto importante che le flyer ci aiutino “sapendo come cadere” per minimizzare il rischio di infortunio” Giacomo Gaio, Wildcats Superior

Il grado di attenzione e il senso di responsabilità di questo ruolo sono immensi: il backspot deve ispirare fiducia, saper prendere, ma anche sopportare il senso di colpa che si prova se una flyer, per sbaglio, tocca terra.

“Soprattutto agli inizi può risultare innaturale rimanere sotto mentre una ragazza ti piomba addosso da qualche metro d’altezza, magari mentre compie qualche avvitamento. Ancora di più se le cose non stanno andando come previsto e vedi la flyer annaspare a testa in giù, diretta dritto veso la tua di testa! Ma è anche questo il bello di essere backspot.” Nicola Salmaso, BCM Cheers

Avere gli occhi sempre puntati a spalle e fianchi delle flyer, per prenderle se cadono, ma anche per indirizzare lo stunt che sta andando un direzioni sbagliate, o per capire se qualcosa non va come dovrebbe. Assistenza alle flyer nel salire, alle basi nello spingere verso l’alto, stabilizzazione di caviglie e peso della flyer…è un ruolo che richiede veramente tanto lavoro…e un po’ di preveggenza: i migliori backspot capiscono che una flyer sta per cadere ancora prima che questa inizi la sua discesa!

“La cosa più difficile credo sia il senso di responsabilità: se la flyer cade, ti senti colpevole!” Alessandra Curri, Milano Cheers Divas e Nazionale Italiana FISAC AllGirl 2017

“La cosa più difficile è la grande responsabilità che abbiamo nei confronti di basi e flyer. Il nostro lavoro risulta magari unicamente basato sulla forza (e meno sulla tecnica rispetto ad altri ruoli!), ma è comunque fondamentale. Una capacità importantissima che dobbiamo sviluppare è quella di anticipazione del movimento: saperlo gestire e controllare aumenta le possibilità di riuscita!” Giacomo Gaio, Wildcats Superior

Immense soddisfazioni!

Salvare uno stunt o salvare una flyer…ma anche sapere che i propri compagni di groupstunt e di squadra si fidano di te! Essere in grado di far vincere le paure alla propria flyer o di incoraggiare le proprie basi quando qualcosa non va. Dare la spinta giusta per mandar su uno stunt che faticava a salire ed evitare qualche brutta caduta… sono solo alcune delle soddisfazioni che i backspot possono guadagnare!

“Io mi sento super power quando vedo che lo stunt non sta salendo bene, ma con la mia spinta riesce ad andar su! Anche se credo che la soddisfazione più grande arrivi quando la mia flyer dice e dimostra di fidarsi di me!”  Alessandra Curri, Milano Cheers Divas e Nazionale Italiana FISAC AllGirl 2017

“La soddisfazione più grande è quella di riuscire a salvare lo stunt evitando la caduta. Spesso succede che basi o flyer si imbattano in piccoli errori tecnici che possono diventare fatali. E’ nostro compito lottare fino all’ultimo per fare in modo che lo stunt non cada…e quando ci riusciamo è una sensazione stupenda!” Giacomo Gaio, Wildcats Superior

“Riuscire a salvare la flyer dalle cadute più assurde o riuscire a recuperare uno stunt irrecuperabile! E’ una soddisfazione sapere anche quanta fiducia ti viene data.” Nicola Salmaso, BCM Cheers

Diamo ai nostri backspot abbastanza credito?

Ci è capitato più volte, purtroppo, di sentir dire che i backspot non servono a nulla, che stanno solo lì a tenere le caviglie e che il grosso del lavoro è fatto da flyers e basi. Ebbene…vogliamo sfatare questo mito sbagliatissimo! Se il lavoro di una base richiede grande forza fisica, coordinazione e sincronia e quello di una flyer sicurezza, flessibilità e attenzione…il ruolo del backspot deve raggruppare tutte queste caratteristiche! Forza fisica e coordinazione, ma anche attenzione e capacità di prendere al volo o salvare uno stunt. Non è affatto semplice essere backspot! Molto spesso la buona riuscita di uno stunt è dovuta proprio a chi sta dietro, forse più nascosto ma comunque di fondamentale importanza!

“Sinceramente penso che spesso venga, in un certo senso, trascurata la nostra figura, per via della natura un po’ meno “tecnica” del nostro ruolo. Non è solo tutta forza: nel nostro lavoro c’è una componente mentale non indifferente. Dobbiamo saper reagire prontamente a qualsiasi genere di situazione problematica: individuare l’errore e attuare la giusta correzione con rapidità e sicurezza!” Giacomo Gaio, Wildcats Superior

Non si tratta di “tenere le caviglie”, ma di coordinare, spingere, sollevare, aiutare le basi, bilanciare, prendere al volo ed essere pronti a tutto. Se aggiungiamo poi che i backspot devono anche contare a voce alta…
Impariamo ad apprezzare di più i nostri backspot! Se non ci fossero loro, il tutto sarebbe mille volte più rischioso e faticoso!

“Purtroppo questa concezione sbagliata dipende da persona a persona… Avevo una compagna di squadra che affermava che i backspot sono inutili. Ma è chiaro che non è così! Ogni ruolo è importante e spesso il back può fare la differenza! Si lavora in squadra!”  Alessandra Curri, Milano Cheers Divas e Nazionale Italiana FISAC AllGirl 2017

Certo, non possiamo dimenticare che spesso, soprattutto nelle squadre coed, si tende a “sacrificare” il ruolo del backspot a favore di partner stunt e double base. Ma non dimentichiamo che, anche nel double base, chi tiene una caviglia è a tutti gli effetti ritenuto uno spotter, oltre che base! Inoltre, nel partner stunt, nonostante si parli di “base”, è evidente che il compito di prendere al volo la flyer sia molto simile a quello del classico backspot da group stunt! Insomma: è un ruolo fondamentale e da cui si può solo imparare tanto!

“l passaggio da group stunt a double base è un passaggio quasi obbligato quando si sale di livello o quando si vuole ottenere un punteggio più alto, e nel farlo il ruolo che il più delle volte viene sacrificato è proprio quello del backspot! Probabilmente per questo viene visto, erroneamente, come un ruolo minore rispetto a quello delle altre basi. Ma chi pratica o ha praticato cheer sa che non è cosi.” Nicola Salmaso, BCM Cheers

Un consiglio a tutti i backspot?

“E’ ovvia la classica raccomandazione: pensate prima di tutto alla salvezza della vostra flyer!”  Alessandra Curri, Milano Cheers Divas e Nazionale Italiana FISAC AllGirl 2017

Cercate di essere il più possibile versatili: è giusto provare anche un ruolo diverso, perché questo ci aiuta a “vivere” lo stunt da un punto di vista totalmente differente. Personalmente, sono sia backspot che base. Allenandomi nel ruolo di base, ho avuto modo di testare come ad esempio un grip sbagliato, una rotazione anticipata o una spinta nella posizione scorretta possa influire negativamente sul lavoro di tutti i componenti.” Giacomo Gaio, Wildcats Superior

“Consiglio da sala parto: SPINGETE!!! Molte persone quando iniziano da backspot, soprattutto se inserite in un group stunt già esperto, si affidano troppo alla capacità delle altre basi e tendono a mettere poca forza e zero esplosività. Gli stunt probabilmente verranno ugualmente perché il resto del gruppo sopperirà alla mancanza del backspot…ma questo può funzionare solo con stunt semplici, appena si aumenterà la difficoltà la mancanza del back si sentirà eccome! E come ultimo consiglio: tendete sempre gli indici!” Nicola Salmaso, BCM Cheers


Come sempre lo Staff di Cheerlitaly ci tiene a ringraziare i ragazzi che hanno collaborato a questo articolo, permettendoci un punto di vista direttamente da chi ricopre il ruolo di backspot.
Ci teniamo a fare un grande complimento a questi tre ragazzi: Alessandra, Nicola e Giacomo. Si sono rivelati decisamente maturi e preparatissimi nel rispondere, dimostrandoci un grande impegno e serietà! Grazie infinite ai nostri backspot!

Invitiamo infine voi a seguirli sulle loro pagine social:
Alessandra: https://www.instagram.com/barbie.cheerleader/
Nicola: https://www.instagram.com/nicola.90.s/
Giacomo: https://www.instagram.com/ilgiacomojack/

“No doubt the Universe is unfolding as it should.”

Olga, cheer coach, blogger e social media manager, aspirante scrittrice, studentessa di Editoria e Giornalismo a Verona. Cheerleader dal 2011 su carta, dal 1994 nel cuore.

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