Le cronache di Ciccio, pt. 3

Gli uomini sono le cheerleader più ecosostenibili

Le cronache di Ciccio, pt. 3

Benvenuto nel Terzo capitolo della rubrica ”Le Cronache di Ciccio”! Questa volta, ancora alle prese con il Cheer love il nostro cronista scopre un segreto… Se non hai ancora conosciuto Ciccio, interrompi la tua lettura per recuperare la prima parte delle sue avventure in questo post. Altrimenti, continua a leggere Le cronache di Ciccio, pt. 3 per scoprire tutto sul progetto “CTE”!


Cap 3. La ricerca – Le cronache di Ciccio pt. 3

Quella sera, di ritorno dalla cena sushi/romantica, Ciccio era pensieroso.

<<Chissà se ha mai notato le mille bottigliette di plastica che lascio in giro agli allenamenti; senza contare che non mi ha mai visto la sera, con gli amici, quando ci riempiamo di meravigliosi glitter  per sentirci più belli.>> Così rifletteva dopo averla riaccompagnata, cercando di scaricare la tensione del litigio. Continuò chiedendosi <<Glitter, bottigliette, chissà dove finiscono quando li getto via! Si, vero, c’è Al che pulisce sempre tutto… ma dopo Al chi ci salva?>>

Questa domanda lo arrovellava senza pausa, e abbatteva una dopo l’altra le sue certezze e le sue barriere mentali. Appena a casa, la voglia di ottenere una risposta lo spinse ad accantonare l’abbiocco impendente e accendere il pc. Account, password, browser. Solo altri cinque minuti, pensava.

Fu così che passò la notte chiudendo tutti i pop-up dell’universo, sfogliando tutto quello che c’era da leggere e tra Infinite ricerche e finì col finire internet (nel senso che lo lesse tutto). Le uniche e remote speranze che gli restavano erano riposte nell’ultimo antro della pagina web più segreta di sempre:  è lì che trovò un titolo a lettere cubitali.

Cheerleading Team Earthe ne scriveva uno straordinario blog Italiano sul Cheerleading dal nome Cheerlitaly (ve lo consiglio).

Cheerleading, un blog, in Italia, in italiano? La curiosità fu dilagante.

Il sonno poteva aspettare ancora un pò. Per un uomo che aveva appena finito internet, era una passeggiata. Se la passione che provava in quel momento lo avesse reso più veloce, il tutto non sarebbe durato più d’un battito di ciglia.

Dopo essersi reso conto di aver divagato ore a leggere i favolosi articoli nel sito, ritornò di nuovo a concentrarsi su “Cheerleading Team Earth”,  questo fantomatico progetto sperimentale di cui voleva assolutamente sapere di più. Secondo gli autori del cheer blog esisteva una fantomatica Cheerleader che diceva di venire dallo spazio; l’aspetto più interessante, tuttavia, era che, secondo lei, tramite l’amicizia si potesse aiutare il nostro pianeta, proprio come fa già lei con il suo amico Bowty.


Cap 4. Lo sviluppo – Le cronache di Ciccio pt. 3

Questa Cheermate diceva che, attraverso il cheerleading, aveva iniziato a comprendere com’è semplice realizzare qualsiasi cosa condividendo un obiettivo comune, obbiettivo che lei chiamava la sua  #cheerstar; Ciccio ne fu stregato, così continuò a leggere per il resto della notte.

 In seguito mi disse, testuali parole:

<< La mattina dopo mi sono alzato e ho fatto due chiamate, una alla mia ragazza e una nello spazio; così insieme alla mia partner mi sono unito al team della Terra. Cominciammo a viaggiare in lungo e in largo facendo foto in stunt nei posti più inquinati del mondo e diventando una cheer coppia famosa in tutto il cheer planet. Creare un movimento, questa era l’idea che proposi poi al Cheerleading Team Earth quando feci la mia seconda chiamata nello spazio: il mio scopo era sensibilizzare le persone all’ecosostenibilità. Subito mi risposero gli Spaceleaders, un gruppo di cheerstar intergalattiche, accettando di finanziare  il progetto. Così partimmo di nuovo, questa volta sotto la bandiera e coi braccialetti del Team Earth (te l’ho detto che se li pianti creano una pianticella?).

L’avventura si fece particolarmente toccante quando, durante una spedizione nei mari del nord, portarono a bordo una balena; era molto sofferente e dopo aver effettuato le dovute  analisi comprendemmo che stava soffocando a causa di una bottiglietta di plastica. La salvammo e mentre ci ringraziava, sbroffando, scattammo una delle foto più spettacolari di sempre.

Ma una cosa mi lasciò l’amaro in bocca:  quella bottiglietta l’avevo vista bene.  

Era uguale a quelle che lasciavo sempre in palestra. 

Era lo stesso Brand.>>

Ciccio poi mi confidò che si svegliò tutto sudato sulla scrivania di camera sua e si rese conto che non era mai partito: anzi era passata solo la notte e lui e la sua ragazza non si erano ancora riappacificati. 

P.S NESSUNA BALENA E’ STATA MALTRATTATA DURANTE LA STESURA DI QUESTO ARTICOLO.

IL RESTO DELLA STORIA PRESTISSIMO QUI SU CHEERLITALY.COM, IN UN NUOVO EMOZIONANTE CAPITOLO DE ”LE CRONACHE DI CICCIO”.


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