Interview: MATTEO!

Benvenuti nella nostra nuova interview: MATTEO!

Tutti i cheerleaders italiani lo conoscono. Quando questo sport ha iniziato a fare la sua comparsa in territorio italiano, lui c’era! Entità e promotore del cheerleading, Matteo Albano oggigiorno (purtroppo!) non pratica più, ma, si sa “Once a cheerleader, always a cheerleader!”

Anche se non si allena più, non ha mai smesso di seguire attivamente il cheer world, restando per l’Italia un punto fermo. Direttamente dai Jaguars Varsity AllStars, con esperienza in svariati Campionati Italiani, tra gli organizzatori del primo Stuntfest Italiano e dalla personalità irripetibile, Matteo è oggi con noi per raccontarci un po’ com’è la vita da ex-cheerleader !

Interview: MATTEO!

1.Come hai conosciuto il cheerleading?

Sono venuto in contatto col cheerleading la prima volta nel lontanissimo 2001, vidi in televisione “Ragazze nel pallone” e fu amore a prima vista. Mi ricordo di aver chiesto a tutti i miei amici se avessero visto quel film e che cercai disperatamente la videocassetta (ragazzi, quanto sono vecchio). Quando la recuperai passai l’intera estate a guardare quel film a ripetizione. E ben 16 anni dopo continuo a guardare quel film almeno una volta all’anno, preferibilmente d’estate.

2.In che squadra eri?

Jaguars Varsity Allstars, ovviamente. I leggendari JVA❤

3.Sei stato anche coach? Nel caso in cui la risposta fosse sì, cosa ti manca di più dell’insegnare questo sport?

Si, sono stato anche coach, sia per il mio team che per altri team. Cosa mi manca di più del coaching? Sicuramente l’affetto degli atleti. Una delle esperienze più belle fu quella con le ragazze di Gemini: durò pochissimo ma si creò un affetto che dura tutt’ora.

4.Ora come ora se avessi le possibilità riprenderesti questo sport?

Senza dubbio SI. Alle mie condizioni e con i miei tempi, ma lo riprenderei senza dubbio.

5.Che ruolo avevi?

Base e tumbler, ho sempre amato questi due aspetti del Cheer e non l’avrei mai scambiati con altri.

6.Praticavi anche Sideline cheer o l’hai mai praticato?

Si, ahimè. Non sono mai stato un grande fan. Forse all’inizio lo apprezzavo di più, poi dopo averlo fatto due volte mi sono reso conto che no, cantare a bordo campo non faceva per me.

7.Come mai hai lasciato questo mondo? Ti manca?

Le motivazioni sono tante e per me è sempre stato difficile dare la “colpa” a un solo aspetto. La squadra stava prendendo una strada in cui io non mi riconoscevo più ed essendo stato JVA il più grande amore della mia vita mi veniva difficile identificarmi in qualcosa che stava cambiando così radicalmente. Non fraintendete, il cambiamento era naturale e giusto solo che, ahimè, non faceva per me. Poi nella mia vita stavano cambiando tante cose, alcune priorità erano cambiate e il mio tempo libero scarseggiava sempre di più. Il colpo di grazia lo diede un brutto infortunio alla spalla destra che mi tenne fermo quasi cinque mesi. Dopo quel periodo lasciai definitivamente la squadra. Non è stato facile per me, fu un lungo e malinconico divorzio, ma fu la cosa migliore che potessi fare sia per me che per la squadra.
A riparlarne mi emoziono!

8.Squadra All star straniera preferita?

Ma che domande, CHEER EXTREME SENIOR ELITE ovviamente. Ma forse solo perché sono vecchio.

9.Livello preferito?

Livello 5 senza dubbio.

10.Cheerleader straniero preferito?

Se dico Maddie Gardner sono banale? Eddai, è la Beyoncé del cheerleading.

11.La parte della routine che preferivi di più?

Ma sicuramente la parte per cui ho discusso con un giudice internazionale, una volta: la parte dance.
E in questo mi sento di fare un appello ai cari cheerleader italiani: ragazzi/e, la parte dance è tra le preferite della maggior parte degli atleti, eppure nelle gare viene sminuita e spesso addirittura tolta dal regolamento. Ma lo sport siete voi, non sono i giudici. Se non alzate la voce per rendere il cheerleading il più divertente possibile non lo farà nessuno e questo sport meraviglioso diventerà sempre più grigio! Chi se ne frega del punteggio, se il vostro team ama la sezione dance fatela anche se non è prevista dal regolamento! (Qualcuno mi ha chiamato la ghiandaia imitatrice del cheerleading italiano, chi sa perché)

12.Nonostante il fatto che tu abbia smesso, consiglieresti questo sport?

Ma certo, è lo sport migliore del mondo.

13.Un bel ricordo che hai grazie a questo sport?

Uno dei miei ultimi nazionali. Eravamo arrivati secondi e alla proclamazione l’intero palazzetto si era alzato in piedi a urlare il nostro nome: “jaguars, jaguars”. La medaglia d’oro sarebbe stata bellissima, ma questo lo fu ancora di più.

14.Un consiglio che daresti come ex cheerleader a chi sta praticando questo sport?

AVERE UNO SPOTTER ESTERNO! SEMPRE!
E ad allenamento evitare di pensare al ragazzo che ti ha lasciato, altrimenti rischi un infortunio!

15.Stunt e basket toss preferito?

C’è un fascino immortale nel ball-up 360 tick tock ma, di nuovo, forse è solo perché sono vecchio.
Per quanto riguarda i basket il mio preferito è kick-kick double.

16.Quale è la cosa che ti manca di più di questo sport?

Le mie coach stupende e la mia squadra fighissima. E la divisa, la divisa mi manca.
Poi la nostra era veramente TOP, o no?

17.Ti sei pentito della tua scelta?

Intendi quella di lasciare il cheerleading? No, non mi sono pentito, è stata la cosa giusta da fare.

18.Secondo te qual è il motivo più comune per il quale una persona smette questo sport?

Il lavoro o l’università. Il cheerleading richiede di essere una priorità e purtroppo non sempre ci si può permettere di vivere in funzione dello sport.

19.Che ne pensi della situazione federale in Italia?

Posso dire parolacce?

20.Continui a seguire la tua squadra e, in generale, lo sport, nonostante tu abbia smesso?

Certo, i ragazzi della mia squadra li seguo ancora e li amo tutti, tutt’ora. Seguo anche lo sport. Non con costanza e dedizione come prima, ma un paio di video ogni tanto me lo guardo.

21. Una cosa che ti ha insegnato il cheerleading?

Che la mia voce ha un potere (per quanto io sia sempre afono), che posso essere rilevante. Che basta volerlo per davvero e ce la posso fare. E che pensare ai ragazzi ad allenamento non è una cosa molto saggia!

22.Un pregio e un difetto del non praticare più cheerleading?

Un pregio è che ho più tempo libero, un difetto è CHE SONO INGRASSATO RAGAZZI.

23. Salutaci e lasciaci la tua frase motivazionale preferita.

Sono ripetitivo, lo so, ma il mix di Senior Elite del 2012 diceva “il successo viene dal cuore” e nel cheerleading (e nello sport in generale) questa è la verità più grande! Forza ragazzi, forza cheerleaders, vi voglio bene e mi mancate! Ci vediamo alle prossime gare 😉


Noi ringraziamo tantissimo Matteo, che è stato gentilissimo e davvero molto disponibile a collaborare con noi! Simpaticissimo e carismatico, ci ha lasciato una bellissima testimonianza della sua esperienza nel mondo del cheerleading. E ricordate, come abbiamo già detto, ONCE A CHEERLEADER ALWAYS A CHEERLEADER!

Grazie infinite, Matteo, per la tua collaborazione e testimonianza!

Come sempre noi vi invitiamo a seguire il nostro intervistato sulla sua pagina Instagram →  https://www.instagram.com/matteojvaalbano/

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