Coach Focus on

Have no fear…the COACH is here!

Dopo aver analizzato il ruolo di flyer, base e backspot…non poteva mancare un articolo a tema coach, evidenziando i lati positivi e negativi di questo lavoro. Per fare ciò abbiamo collaborato con tre allenatori di eccezione, che grazie ai loro consigli e esperienze molto diverse,ci hanno permesso di analizzare il loro impiego da tutte le sfumature possibili!

Have no fear…the COACH is here!

Il background

In Italia purtroppo il nostro sport non è presente da molto tempo…questo fa sì che la maggior parte dei coach abbia un passato in altri sport e che abbia iniziato il cheerleading proprio insegnando, o comunque con un’esperienza nel campo di pochi anni.
E non è affatto un male: permette di conoscere le differenze tra un’attività e l’altra, di integrare le conoscenze acquisite nel passato e di aiutare anche i propri atleti con suggerimenti dati anche da esperienze diverse!
Certo è che i coach del futuro…avranno da vantare un passato da cheerleaders!

“Sono coach di cheerleading da 3 anni. Provengo dal mondo della ginnastica artistica e l’ho praticata come atleta dall’età di 4 anni. Ora sono anche tecnico federale della Federazione Ginnastica d’Italia.” Simona Andrini, coach Lioness

“Io e la mia compagna Valentina Cantini siamo coach di cheerleading da quasi 8 anni. Oltre ad aver praticato questo meraviglioso sport, ho un passato da calciatore: ho giocato a calcio per 13 anni…ma ho avuto molte più soddisfazioni con il cheerleading!” Alessandro Stecchi, coach S.B. Cheer e coach Nazionale

“Quest’anno sono 5 anni dal primo “attestato” di coach di cheerleading, preso nel 2013 insieme alla mia compagna di avventure Valeria.
Io vengo dalla ginnastica artistica, dove però non ho mai allenato: ho fatto ginnastica dall’età di 4 anni… solo il cheerleading è riuscito a farmi cambiare strada!” 
Michela Iaccarino, coach Predatori Cheerleading e coach Tutto Cuore Team

Non solo in palestra!

Quello che purtroppo molti non sanno o non comprendono è che il lavoro di un allenatore va ben oltre le ore passate in palestra! Non si tratta solo di dirigere l’allenamento o di spiegare qualche tecnica: l’impegno che un coach deve avere è costante, fatto di ore e ore passate a studiare regolamenti e a impostare coreografie. Non è affatto semplice: bisogna essere in grado di gestire le situazioni più disparate, capire come posizionare gli atleti nella routine, che elementi proporre, quali eliminare, come riarrangiare una routine in caso di infortunio… e poi scegliere le musiche, imparare a memoria i regolamenti, essere sempre disponibili per ascoltare i propri allievi in caso di necessità.
Senza contare tutte le cose burocratiche, per quei coach che si devono occupare anche di pagamenti, carte da far firmare, uniformi da prenotare, gare da programmare e via dicendo!

Insomma: le ore di lavoro a casa sono decisamente più di quelle passate tra le quattro mura della palestra! E forse genitori e atleti dovrebbero imparare a comprendere e ad apprezzare di più tutto l’impegno che il loro allenatore ci sta mettendo!

“Oltre al lavoro in palestra si lavora moltissimo anche da casa per studiare i regolamenti, i programmi, cercare le musiche e impostare le coreografie. Non credo, purtroppo, che questo aspetto del nostro lavoro sia preso in considerazione né dagli atleti, né dai genitori.” Simona Andrini, coach Lioness
“Il lavoro a casa è sempre costante, perché per preparare una routine ci vuole parecchio tempo. Bisogna valutare che elementi tecnici si vogliono inserire, vedere se questi riescono, talvolta modificare tutto. A volte succede che si ha la routine pronta, ma sorgono imprevisti come infortuni o abbandoni…e a quel punto bisogna dare il 300% per modificare tutto anche all’ultimo! Credo che in generale non sia compreso tutto il lavoro che sta dietro a una routine di 2.30 minuti. E…quante notti si sta svegli per far sì che il proprio Team sia al top! Gli atleti fortunatamente iniziando a capire un po’ meglio tutto l’impegno: d’altronde anche loro sanno quanto sacrificio ci vuole per allenarsi! Nel mio Team siamo molto trasparenti e affrontiamo le varie situazioni insieme: capita spesso di trovare le soluzioni insieme ai nostri atleti! Ovviamente non incolpo nessuno se il nostro lavoro non è compreso appieno da chi non l’ha mai sperimentato: ciò che facciamo l’abbiamo scelto noi, con tanto di lati negativi.”  Alessandro Stecchi, coach S.B. Cheer e coach Nazionale
” Per quello che riguarda il lavoro a casa, per fortuna, non sono mai stata sola: con Valeria fin dal primo anno, e poi Viola da 4 anni a questa parte, ci siamo sempre divise il lavoro: io mi sono occupata della parte burocratica, quindi tesseramenti, certificati medici e iscrizioni varie.. mentre Valeria e Viola gestivano la preparazione dell’allenamento.
E poi il periodo di creazione della routine era sempre un lavoro in comune, fatto di pomeriggi passati tra video, fogli pieni di appunti e tempi simulati per vedere che tutto funzionasse!!! Siamo state un bel trio!!
Ora l’assetto è un po’ cambiato…Ma ne parleremo dopo!
Per il resto, non credo che le persone – e gli stessi atleti per primi – si rendano conto di quanto lavoro c’è dietro alla preparazione dell’allenamento e delle routine di gara.
Quanto è demotivante preparare l’allenamento minuto per minuto, per poter sfruttare al meglio ogni secondo, e poi trovarsi solo mezza squadra presente e non poter fare ciò che si era programmato..ad esempio!!!” 
Michela Iaccarino, coach Predatori Cheerleading e coach Tutto Cuore Team

Atleta o coach?

Spesso, soprattutto in Italia, i coach si ritrovano ad essere anche membri della squadra. Vuoi per mancanza di atleti, per giovane età o per grandi ambizioni: certamente seguire queste due posizioni non è facile!

Con l’evoluzione dello sport, molte cose stanno cambiando e sempre più spesso anche i coach più giovani “rinunciano” alla loro posizione di atleta per poter seguire al meglio lo svolgimento degli allenamenti. Ciò che ci piace è che non tutti la pensano allo stesso modo! C’è chi preferisce rinunciare a una cosa per il bene della squadra e chi continua a seguire le due strade…sempre per il bene della squadra!
Un onore da un lato e dall’altro, che i nostri collaboratori hanno saputo esprimere egregiamente, valutandone tutte le sfaccettature:

“Essere stato un buon atleta non ti da la certezza di essere un buon coach.Sono convinta che non necessariamente devi essere stato un atleta; basta tanta tanta dedizione e passione. Credo che il coach debba riuscire a mantenere una certa distanza dalla propria squadra. Mettersi allo stesso livello non credo sia molto efficace.” Simona Andrini, coach Lioness
 
“Credo che per imparare sia assolutamente necessario praticare. Ho capito in questo lunghi anni di cheerleading, tra campionati Italiani, Europei e Mondiali che i migliori coach sono stati i migliori atleti.
Personalmente, la parola “limitarsi” non è nel mio vocabolario: essere atleta è tutto di guadagnato per il futuro lavoro che un coach deve mettere in pratica. Tutt’ora sono atleta nel mio Team e lo sono stato anche in Nazionale coed. Ad oggi posso solo rispondere che non è un grosso problema: spesso il doppio lavoro di “spettatore” e atleta attivo mi aiuta a capire fino a che punto posso spingere i miei atleti. Sicuramente questa situazione finirà, per età e recuperi fisici, ma sto cercando di sfruttare al meglio quest’occasione mettendomi a disposizione della mia squadra per poter imparare sempre di più. Per essere bravi coach, secondo me, bisogna praticare a aggiornarsi.”  Alessandro Stecchi, coach S.B. Cheer e coach Nazionale
Io e Valeria ci siamo rese conto che, volendo continuare ad essere atlete, avremmo dovuto fare un passo indietro come coach: da quest’anno è Viola a gestire gli allenamenti della squadra senior perché essere Coach e atleta è complicato.. principalmente quando si vanno a provare gli esercizi di gara: non si riesce a correggere e/o puntare sulla sincronia, perché si è concentrati a fare il proprio lavoro..
Un Coach esterno al team è necessario, perché ha la possibilità di vedere contemporaneamente il lavoro di tutti e aggiustare quello che non va. Purtroppo un coach atleta questo non riesce a farlo e il team ne risente..
In compenso da quest’anno sto dando una mano ad una squadra di Arenzano: il “Tutto Cuore Team”, dove invece sono solo Coach e riesco a fare questo lavoro di controllo esterno.
Così ora sono atleta Predatori e coach Tutto Cuore: riesco a non dover rinunciare a nessuno dei due ruoli!” 
Michela Iaccarino, coach Predatori Cheerleading e coach Tutto Cuore Team

Il nostro punto di vista? Non ci sono regole da seguire obbligatoriamente! E’ giusto che ogni allenatore valuti la propria posizione e cerchi di capire come incastrare al meglio l’allenare e l’allenarsi! Non è da tutti riuscire a conciliare le due cose, ma siamo certi che, come ha detto Simona, non è detto che un buon coach debba anche per forza essere un buon atleta!

Aggiornamento e preparazione

In Italia, negli ultimi anni, sono stati organizzati sempre più Camp e corsi d’aggiornamento Federali. Crediamo che sia la migliore occasione per poter migliorare, apprendere nuove tecniche e seguire i consigli dei più esperti per capire come essere anche dei coach migliori!
Corsi, Camp federali, Camp privati, weekend di aggiornamento…l’importante è tenersi sempre al passo!
E…magari anche i video delle squadre più forti possono portare qualche ispirazione!

“Cerco di aggiornarmi tramite i camp che ci vengono proposti dalle Federazioni.” Simona Andrini, coach Lioness
“Tengo attiva la mia preparazione attraverso i camp, sia in Federazione sia all’interno della nostra Società. Sarò molto sincero: non mi piace guardare video! Credo che se uno segue tutti gli aggiornamenti possa essere in grado di creare tutto da solo. Spesso capita di vedere video di squadre che non adoperano le giuste tecniche…meglio evitare!”  Alessandro Stecchi, coach S.B. Cheer e coach Nazionale
“Cerco di partecipare a corsi e clinic il più possibile, secondo le disponibilità economiche principalmente. Poi sono in continua ricerca di video e siti da cui prendere ispirazione. Ci sono routine e/o video tutorial che ormai conosco a memoria!” Michela Iaccarino, coach Predatori Cheerleading e coach Tutto Cuore Team

The work is worth it!

Essere coach è difficile! Bisogna saper incoraggiare, ma anche essere autorevoli…far sentire i propri atleti a loro agio, ma anche saperli sgridare se necessario. Tenere sempre alta l’attenzione e la competitività, ma al tempo stesso impartirgli alcune importanti regole di vita come la leatlà e l’umiltà. Insomma: è un lavoro pieno di difficoltà, organizzative e non!

“Credo che la più grande difficoltà dell’essere Coach sia riuscire a dare sempre nuovi stimoli ai propri atleti… non lasciare mai che si abbattano o perdano la voglia di imparare cose nuove.”  Michela Iaccarino, coach Predatori Cheerleading e coach Tutto Cuore Team

“Ci sono tante difficoltà, perché sei il primo a “metterci la faccia”. Devi essere sempre pronto a tutto, anche quando le circostanze non te lo permettono. Il Team va bene se tu vai bene e viceversa. Fare il coach ha sicuramente i suoi pro e i suoi contro, come in tutte le cose, ma l’importante è cercare sempre di credere in ciò che facciamo e nel potenziale dei nostri atleti!”  Alessandro Stecchi, coach S.B. Cheer e coach Nazionale

“L’unica grande difficoltà che può esserci per un coach è di riuscire a trasmettere la passione, la grinta e la voglia di non arrendersi mai ai propri atleti. Ma quando si riesce a far passare tutto questo…è la più grande soddisfazione, al di là del risultato in gara, che possa esserci!” Simona Andrini, coach Lioness

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Eppure, al tempo stesso…non c’è lavoro al mondo che sappia dare una soddisfazione altrettanto grande!

“La più grande soddisfazione? Vedere che tutto il Team si diverte e sta bene insieme come se fosse una seconda famiglia! Si ride e si piange tutti insieme, si vince e si perde tutti insieme, lottando e restando uniti! E poi ovviamente per un coach la soddisfazione maggiore è vedere il proprio team vincente, ripagato di tutti gli sforzi fatti da ogni singolo atleta ad allenamento!”  Alessandro Stecchi, coach S.B. Cheer e coach Nazionale

“La più grande soddisfazione è sicuramente il vederli entusiasti alla fine di uno stunt venuto bene o, ancor di più, quando la routine di gara ha funzionato ed escono felici dalla pedana!”  Michela Iaccarino, coach Predatori Cheerleading e coach Tutto Cuore Team

Consigli da coach!

“Un consiglio? Infondere in ogni ragazzo il valore più importante dello sport: la lealtà ed il rispetto dell’avversario!” Simona Andrini, coach Lioness
“Il mio consiglio? Studiare, aggiornarsi sulle nuove tecniche, imparare sempre dai migliori. Cercare di far crescere tutti gli atleti in modo equilibrato e progressivo. Metterci tanta passione e trasmettere questa stessa!”  Alessandro Stecchi, coach S.B. Cheer e coach Nazionale
“Un consiglio che posso dare, per la mia esperienza personale, è quello di non mollare mai! Il nostro è uno sport complicato da gestire e spesso può buttare giù, ma ne vale la pena!” Michela Iaccarino, coach Predatori Cheerleading e coach Tutto Cuore Team

Cuore di coach!

 

Abbiamo voluto raccogliere qualche parola che i nostri intervistati ci hanno scritto…e che ci hanno colpiti ed emozionati! L’amore che un coach ha per i propri atleti è davvero indescrivibile e merita di essere ripagato mettendoci tutto l’impegno possibile come atleti!
Mi raccomando, ragazzi: abbiate sempre a cuore i vostri allenatori! Forse non sapete quanto impegno e quanta passione ci stiano mettendo anche solo per un’ora di allenamento. Rispettateli ed elogiateli…ma soprattutto ringraziateli! Senza di loro, non sareste in grado di fare cheerleading!

“Difenderò ogni mio singolo atleta, perché so che senza di loro non sarei niente. Anche se qualche volta non riuscirò a comprenderli appieno, ci sarò sempre per loro e sarò sempre pronto ad accettare le critiche. Questo è il destino di un coach: vivere in modo intenso la propria squadra! Ci sarò sempre per i miei ragazzi e, ogni volta che avranno bisogno di me, troveranno il mio sguardo pieno di passione ad incoraggiarli. Darei l’anima per vedere il loro successo! E spero che questo non lo dimentichino mai!”  Alessandro Stecchi, coach S.B. Cheer e coach Nazionale
“Il sorriso dei propri atleti, alla fine, ripaga tutti gli sforzi!!!” Michela Iaccarino, coach Predatori Cheerleading e coach Tutto Cuore Team

Noi ringraziamo moltissimo Michela, Alessandro e Simona che sono stati veramente disponibili e gentile! La loro collaborazione è stata indispensabile per la realizzazione di questo articolo! Auguriamo a loro e alle loro squadre un grande in bocca al lupo per questa stagione! Di seguito i link instagram dei loro profili privati e dei loro team:

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